Introduzione

I Consigli Comunali di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto hanno approvato l’avvio dell’iter del processo di fusione di 4 comuni ed in data 31 ottobre 2013 è stata inviata alla Regione l’istanza per l’avvio delle procedure legislative che culmineranno, nell’autunno 2014 con il referendum che darà la parola ai cittadini sulla nascita del nuovo comune.

Nei quattro comuni l’avvio del processo di fusione è stato approvato con maggioranza qualificata (ovvero con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati).

All’unanimità nei consigli comunali di Busana e Collagna, con 11 voti favorevoli e 2 contrari a Ramiseto e 10 voti favorevoli e 2 astenuti a Ligonchio.

Il referendum che si terrà nell’autunno 2014, per consentire la nascita del nuovo comune, dovrà avere un esito favorevole in tutti e quattro i  comuni  (maggioranza dei SI tra i partecipanti al voto).  Inoltre sarà sottoposto alla popolazione un secondo quesito inerente la denominazione del nuovo ente dove gli elettori saranno chiamati ad esprimersi tra le seguenti opzioni:

  • Comune di VENTASSO
  • Comune di NASSETA
  • Comune del CRINALE REGGIANO
  • Comune del CRINALE DELL’ALTO APPENNINO REGGIANO
  • Comune dell’ALTO APPENNINO REGGIANO
  • Comune di NASSETA E VALLE DEI CAVALIERI

Proporremo inoltre all’Istituto Comprensivo di Busana un percorso che possa coinvolgere i ragazzi delle scuole  nella scelta del nome del nuovo Comune, attraverso un approfondimento storico ed etimologico sulla rosa dei   nomi proposti ed eventualmente nell’avanzare nuove proposte ed indicazioni.

Di seguito alleghiamo il testo dell’introduzione dell’analisi di fattibilità allegato alle delibere approvate e sottoscritto dai sindaci dei 4 comuni.

Dall’Unione alla Fusione: un progetto per i comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto

L’esperienza dell’Unione dell’Alto Appennino Reggiano ( Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto) ha rappresentato dal 1999 in poi un momento positivo di aggregazione ed un’esperienza di buon governo sui 4 comuni del Crinale .

In questi anni l’Unione ha portato maggiore integrazione tra le strutture dei 4 comuni, più servizi (micronidi, scuola di musica, servizio sociale accreditato, ecc.) , maggiori risorse (mediamente circa 500.000,00 €. all’anno) e minor imposizione fiscale ai cittadini (nessuna applicazione dell’addizionale irpef nei 4 comuni, aliquote IMU e Tarsu tra le più basse dell’intero territorio provinciale).

Tuttavia anche l’esperienza dell’Unione deve confrontarsi con le sfide nuove che attraversano il governo locale e la riforma della pubblica amministrazione.

Crediamo che per i quattro comuni dell’Unione sia arrivato il tempo di avviare un confronto serio, approfondito e partecipato sulle prospettive della fusione dei comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto.

Ci rendiamo ben conto di cosa significhi proporre di superare ed aggregare autonomie municipali che esistono da oltre 150 anni e siamo consapevoli che prima di cancellare identità comunali che si sono radicate nel corso dei secoli occorre una riflessione approfondita che faccia perno sul confronto aperto e sull’ascolto di tutte le componenti sociali presenti sul territorio del crinale.

Per questo motivo, ancora prima di adottare i provvedimenti e le delibere che daranno avvio all’iter del processo di fusione, abbiamo svolto diversi incontri preliminari e soprattutto abbiamo svolto 15 pubbliche assemblee in tutti i principali paesi dei quattro comuni durante le quali abbiamo incontrato oltre 400 cittadini. Ci siamo confrontati, abbiamo illustrato il progetto, valutato le opportunità, ricevuto incoraggiamenti, raccolto le critiche ed oggi siamo in grado di adottare atti più consapevoli e completi.

Il progetto e la prospettiva politica che – avendo come obiettivo la creazione di un solo comune – verranno portati avanti crediamo non debbano avere l’assillo di scadenze ultimative. Non abbiamo fretta ed auspichiamo un processo partecipato, ponderato e che dia il tempo alle nostre comunità di elaborare un’identità comune, un progetto condiviso dall’intero territorio che costituirà il nuovo comune.

Auspichiamo e lavoreremo per un contesto di concertazione, di dialogo e di programmazione con gli altri enti locali della montagna, della Provincia e della Regione. Insieme allo studio del progetto di fusione vogliamo anche partecipare alla definizione degli assetti istituzionali che governeranno in futuro la montagna (grande Unione, Distretto socio-sanitario, ecc.). I problemi legati alla comprensorialità di Castelnovo ne’ Monti (ospedale, scuole superiori, viabilità comprensoriale, investimenti sulla cultura, ecc.) sono problemi che ci riguardano e che ci interessano. Vogliamo essere al “tavolo” della discussione ben sapendo che la tutela di quei servizi è un obiettivo della montagna e non solo del suo capoluogo.

Le analisi contenute in questo documento dimostrano l’esistenza di affinità demografiche, sociali, economiche, istituzionali dei comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. Sono evidenziati in modo chiaro i risparmi e le potenzialità di auto riforma dei nostri enti. ( oltre 160 mila euro all’anno). Offrono la possibilità di valutare con consapevolezza le maggiori risorse di cui disporrebbe il nostro territorio in caso esito positivo del progetto di fusione.( oltre 8 milioni di euro di contributi in 10 anni)

Pensiamo però che le motivazioni politiche è culturali più autentiche per sostenere il progetto di fusione dei nostri comuni siano da ricercare nelle potenzialità e nelle risorse umane ed ambientali del nostro territorio.

Il nuovo comune ( di quasi 4.500 abitanti e di 257 Kmq) diventerebbe il più grande, per estensione territoriale comune della Provincia di Reggio Emilia ed il sesto comune più esteso della Regione Emilia Romagna ( il più grande dell’intero arco appenninico) e sarebbe il più importante ( per territorio) comune del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Il nuovo ente avrebbe innegabilmente una peso ed un’autorevolezza molto maggiore nell’elaborazione dell’agenda politica della montagna, non in un ottica di contrapposizione, ma piuttosto come contributo positivo per dare maggior peso ai bisogni ed alle istanze dei cittadini del crinale.

Pensiamo che su questa identità nuova, più larga, efficiente e competitiva (rappresentata della creazione del nuovo comune) sia possibile costruire progetti ambiziosi incentrati sulle potenzialità ed eccellenze del nostro territorio: turismo, ambiente, sviluppo e sfruttamento delle energie rinnovabili e delle risorse naturali (acqua, neve, boschi, vento), un territorio con grandi possibilità di sfruttamento dei prodotti del sottobosco (funghi, mirtilli, ecc.). Un territorio caratterizzato da un’agricoltura di qualità, da un sistema di piccole e medie imprese artigiane e manifatturiere di qualità.

Siamo determinati ad applicare la norma che consente di mantenere i servizi ed i municipi esattamente dove sono ora.

L’art. 16 del testo unico degli enti locali recita “Nei comuni istituiti mediante fusione di due o più comuni contigui lo statuto comunale può prevedere l’istituzione di municipi nei territori delle comunità di origine o di alcune di esse. Lo statuto e il regolamento disciplinano l’organizzazione e le funzioni dei municipi, potendo prevedere anche organi eletti a suffragio universale diretto”. Intendiamo applicarlo alla lettera al fine di garantire rappresentanza e voce a tutti i territori e soprattutto di garantire, anche in futuro, l’alto livello di servizio oggi disponibile per i nostri cittadini.

Per realizzare la fusione occorre un referendum consultivo, delibere dei comuni coinvolti con maggioranze dei due terzi, serve una legge regionale e soprattutto un progetto condiviso dagli attuali e futuri amministratori da sottoporre al giudizio dei cittadini. Riteniamo doveroso rispettare la volontà popolare ( in ogni singolo comune) che gli elettori esprimeranno nel voto al referendum.

Dovremo confrontarci su questo progetto tra noi “addetti ai lavori” ma soprattutto dovremo cercare di parlare e dialogare con i giovani e con il mondo della scuola ( li la “fusione” è già stata realizzata).avremo tempo per riflettere ed approfondire, si può essere favorevoli o contrari ma crediamo che un’identità di montanari che vivono e operano nella parte più bella ed insieme più difficile dell’Appennino esista già e si possa su questa identità costruire un progetto ed una prospettiva di forza invece che di debolezza.

Alessandro Govi ( Sindaco di Busana)
Paolo Bargiacchi ( Sindaco di Collagna)
Giorgio Pregheffi ( Sindaco di Ligonchio)
Martino Dolci (Sindaco di Ramiseto)